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Operazioni con San Marino a seguito dall’esclusione dalla black list.

Qualche giorno fa San Marino è stata esclusa dall’elenco dei Paesi black list, aspetto che dovrebbe senza dubbio alleggerire il carico di adempimenti di coloro che operano con detto paese.
Fino all’anno scorso le operazioni con la Repubblica di San Marino erano connotate da complessi adempimenti che disincentivavano i rapporti con tale Stato.

Dal 12 febbraio di quest’anno però Ministro dell’Economia Saccomanni ha firmato l’uscita di San Marino dalla lista dei Paesiblack list, anche in virtù della Convenzione tra Italia e San Marino per evitare la doppia imposizione e prevenire le frodi fiscali in vigore da gennaio di quest’anno.

La prima semplificazione dovrebbe essere quella dell’eliminazione della compilazione della comunicazione black list attraverso il modello polivalente.

Tuttavia, anche in assenza della comunicazione black list gli adempimenti richiesti restano laboriosi.

  • Per quanto concerne la vendita di beni da parte di una azienza italiana ad una azienda sammarinese il cedente deve emettere la fattura in 4 copie, 3 delle quali vanno consegnate all’acquirente che  a sua volta deve restituirne una con il timbro a secco dell’Ufficio tributario di San Marino e con la marca perforata con l’indicazione della data. Nel caso in cui il cedente, entro 4 mesi, non riceva la copia perforata evidimata deve darne comunicazione sia all’Ufficio tributi di San Marino sia all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente.Nella fattura di vendita il cedente apporrà la propria p.Iva preceduta da “IT” e il codice identificativo de lcliente preceduto dalle lettere “SM” e seguito da 5 numeri e la dicitura “operazione non imponibile ex art.71, DPR633/1972”, articolo che tratta delle operazioni con San Marino (e con Città del Vaticano).Sarà inoltre costretto a emettere anche il DDT in 3 copie, 2 delle quali scorteranno la merce fino all’entrata nel Paese. l’obbligo di presentazione del modello Intra 1 sorge solo nel caso in cui  lo stesso operatore nazionale abbia effettuato, oltre a cessioni verso San Marino, anche cessioni verso altri Stati membri, anche se non nello stesso periodo di riferimento in cui ha effettuato le vendite a San Marino. L’operatore italiano che abbia effettuato esclusivamente cessioni di beni verso San Marino, senza mai aver effettuato cessioni intracomunitarie, non è invece tenuto a presentare il modello (RM n. 83/E/1997).
  • Le prestazioni di servizi “generiche”, effettuate nei confronti operatori economici sammarinesi provvisti di codice identificativo IVA, si considerano territorialmente rilevanti nel Paese del committente, ai sensi dell’art. 7-ter, DPR 633/72. Le prestazioni di servizi rese ad operatori economici sammarinesi, invece,  non devono mai essere riepilogate nei modelli.
  • Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, effettuate nei confronti di privati consumatori sammarinesi, infine, devono essere assoggettate ad IVA, fatta eccezione per le cessioni:
    • di mezzi di trasporto “nuovi” ex art. 38, c. 4, DL 331/1993;
    • di beni per corrispondenza in base a cataloghi e simili (c.d “vendite per corrispondenza”).

Questione differente riguarda, invece, gli acquisti da imprese sammarinesi che possono avvenire con addebito d’imposta da parte del cedente o senza addebito. Nel primo caso il cessionario italiano dovrà annotare nel registro Iva acquisti la fattura perforata e timbrata a secco e potrà detrarre l’Iva, nel secondo caso invece, integrerà l’originale del cessionario con l’Iva e annoterà la fattura nei registri Iva acquisti e Iva vendite e comunicherà l’annotazione all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente. In entrambi i casi non occorre presentare il modello Intrastat.