La documentazione da conservare per usufruire del bonus mobili.

L’art. 16 del D.L. 63/2013, convertito nella L. 90/2013, ha previsto l’ulteriore beneficio della detrazione d’imposta del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Focalizziamo l’attenzione su quest’ultimo incentivo, dando per scontato che i principali aspetti riguardanti gli interventi di ristrutturazione siano ormai
cosa nota, dal momento che l’agevolazione trova le sue radici nel passato. Il presupposto per poter usufruire del c.d. “bonus mobili” è l’aver sostenuto, nel periodo dal 6.06.2013 al 31.12.2014 , spese per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari residenziali.

Le spese per interventi di manutenzione ordinaria danno diritto alla detrazione solo se si tratta di interventi su parti condominiali.
Un aspetto essenziale è quello della data di inizio lavori che deve essere antecedente alla data di acquisto dei mobili , che, non dimentichiamo, devono essere nuovi . Altra condizione essenziale riguarda il pagamento che deve essere fatto con bonifico bancario o postale ” parlante oppure con bancomat o carta di credito.

Non sono ammessi pagamenti in contanti o con assegno.

Gli acquisti agevolabili riguardano i mobili, i grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+ (A per i forni) e le apparecchiature per le quali è prevista l’etichetta energetica. Tali beni non devono necessariamente essere destinati all’arredo dell’ambiente oggetto di ristrutturazione, ma il collegamento riguarda solo l’immobile oggetto nel suo complesso. Tuttavia, nel caso di interventi su parti condominiali, i beni acquistati devono essere destinati all’arredo di parti comuni. La detrazione d’imposta del 50%, ripartita in 10 anni, è ammessa su un importo massimo di spesa di Euro 10.000, riferito ad ogni singola unità immobiliare. Possono essere considerate anche le spese di trasporto e montaggio.

Tuttavia l’aspetto più delicato è quello della documentazione da conservare ed esibire in caso di verifica. Oltre a conservare la fattura, la ricevuta del bonifico o della transazione, in caso di pagamento con bancomat o carta di credito, è indispensabile la prova della sussistenza del presupposto per la fruizione del beneficio e quindi poter dimostrare che l’intervento rientra tra quelli agevolabili secondo i criteri previsti dal testo unico dell’edilizia (D.P.R. 380/2001). Tale verifica non è sempre agevole, dal momento che talvolta i Comuni non richiedono alcuna pratica edilizia per interventi di minore rilevanza, pur rientranti nell’agevolazione e quindi sarà opportuno precostituirsi delle prove documentali con l’ausilio di un geometra o altro tecnico di fiducia per evitare spiacevoli sorprese.

(fonte: ratio)