Con la Legge di Bilancio 2024 arriva una novità importante per tutte le imprese italiane che dovranno obbligatoriamente stipulare una polizza assicurativa contro i danni provocati da eventi catastrofali come terremoti, alluvioni e frane.
Si tratta di una misura che coinvolge indistintamente PMI, microimprese e attività digitali, con l’obiettivo di ridurre l’impatto economico di calamità naturali e limitare il ricorso agli aiuti pubblici.
In questo articolo vediamo insieme:
✅ Chi è obbligato alla polizza.
✅ Come funzionano le coperture.
✅ Cosa rischia chi non si adegua.
✅ I consigli pratici per prepararsi in tempo.
Chi deve stipulare la polizza contro i rischi catastrofali?
L’obbligo riguarda tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese, con sede legale o stabile organizzazione in Italia, indipendentemente dal settore o dalla dimensione.
Sono inclusi:
- PMI con sedi operative distribuite sul territorio.
- Microimprese e attività locali, anche con un solo punto vendita o laboratorio.
- Aziende digitali ed e-commerce, che possiedono magazzini, server, uffici o attrezzature tecnologiche.
La polizza dovrà coprire i beni materiali iscritti nell’attivo patrimoniale immobilizzato, come:
🏢 Terreni e fabbricati.
⚙️ Impianti e macchinari.
🖥️ Attrezzature industriali, commerciali e tecnologiche.
❌ Restano esclusi i danni derivanti da eventi diversi (come guerre o inquinamento) e quelli su immobili abusivi o non autorizzati.
Come funzionano le polizze obbligatorie per eventi catastrofali
Il Decreto attuativo (DM MEF 30/01/2025, n. 18) stabilisce le regole operative:
🔹 Premi proporzionali al rischio
Il costo della polizza dipende da fattori come:
- Zona geografica.
- Vulnerabilità degli edifici.
- Misure di prevenzione già adottate.
🔹 Massimali e scoperti differenziati
- Fino a 1 milione di euro: copertura totale del danno.
- Oltre 1 milione: applicazione di franchigie e limiti.
🔹 Condizioni specifiche per Grandi Imprese
Le aziende con oltre 150 milioni di ricavi e più di 500 dipendenti potranno negoziare condizioni personalizzate.
🔹 Obbligo per le assicurazioni
Le compagnie devono offrire queste coperture, salvo esaurimento della loro capacità massima di rischio, da comunicare all’IVASS.
Quali sono i rischi per chi non si adegua?
Anche se non sono previste sanzioni dirette, il rischio è concreto:
🚫 Esclusione da contributi pubblici, agevolazioni e finanziamenti, anche in caso di calamità naturali.
💸 Perdita di copertura economica per danni rilevanti che potrebbero compromettere la continuità aziendale.
Cosa devono fare ora le imprese?
🔍 1. Verifica la situazione assicurativa attuale
Controlla se la tua impresa ha già polizze che coprono parzialmente questi rischi e se sono aggiornate.
💼 2. Valuta la soluzione migliore con il tuo assicuratore
Ogni impresa ha esigenze specifiche:
- PMI con più sedi dovranno verificare coperture omogenee su tutto il patrimonio immobiliare.
- Microimprese possono puntare su polizze essenziali e sostenibili nei costi.
- E-commerce e attività digitali dovrebbero tutelare anche server, hardware e magazzini logistici.
📅 3. Prepara la documentazione necessaria
Fai una mappatura dei beni aziendali da assicurare, comprese eventuali perizie di valore.
Esempio pratico:
🔸 PMI manifatturiera con stabilimento in zona sismica: dovrà prevedere polizze adeguate per capannoni e macchinari di produzione.
🔸 Microimpresa artigiana in area a rischio alluvione: potrà optare per una copertura base per laboratorio e attrezzature.
🔸 E-commerce con deposito merci: attenzione particolare al valore del magazzino e agli eventuali fermi operativi causati da danni strutturali.
Entro quale scadenza sono da stipulare le polizze?
Il Decreto Legge approvato in data 29/03/2025, definisce le nuove scadenze per la stipula della polizza in oggetto come segue:
- per le grandi imprese l’obbligo scatterà come previsto il 31 marzo 2025, ma non saranno applicate sanzioni per 90 giorni;
- per le medie imprese dal prossimo 1 Ottobre 2025;
- per le piccole imprese dall’1 Gennaio 2026.
Ricordiamo che in base alla normativa europea, i parametri sono:
- piccole imprese quelle che hanno meno di 50 occupati e hanno un fatturato annuo oppure un totale dell’attivo patrimoniale annuo non superiore a 10 milioni di euro;
- medie imprese quelle che hanno meno di 250 occupati e hanno un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure un totale dell’attivo patrimoniale annuo non superiore a 43 milioni di euro;
- microimprese quelle che hanno meno di 10 occupati, hanno un fatturato annuo oppure un totale dell’attivo patrimoniale annuo non superiore a 2 milioni di euro.
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Dottore Commercialista e Revisore Legale, opero professionalmente nel campo della consulenza fiscale e societaria, con un particolare focus nell’ambito dell’analisi di bilancio, del controllo di gestione, della pianificazione fiscale e dell’ecommerce. Sono attualmente Revisore Legale e Membro del Collegio Sindacale di Spa ed Srl.



